Rinnovabili in Italia: lo chiediamo a Paolo Lugiato

All’interno dell’Unione Europea, l’Italia è tra i Paesi che dipende maggiormente dalle importazioni di energia. Negli ultimi anni l’interesse per i progetti rinnovabili è aumentato in modo esponenziale, un po’ per limitare l’alto tasso di dipendenza dai principali produttori, un po’ per la crescente attenzione in materia di ecologia e rispetto dell’ambiente.

Paolo Lugiato è la personalità più di spicco in Italia nel settore delle energie rinnovabili e della creazione e installazione di impianti fotovoltaici. È infatti CEO di RTR (Rete Rinnovabile), la principale solar utility italiana.

Paolo spiega anzitutto come l’Italia sia in una posizione geografia tale da consentire uno sviluppo rapido del settore fotovoltaico: l’esposizione dello Stivale al sole rende il nostro Paese il territorio ideale per la produzione di energia solare.

Queste nuove tecnologie rinnovabili devono il loro boom anche ad altri due fattori: il crollo dell’investimento delle installazioni, sceso di circa l’80%, e la capacity addiction, cioè la capacità di trasmettere energia elettrica velocemente e soddisfare così la domanda. Il mercato si è così espanso a macchia d’olio, toccando prima le strutture residenziali e adesso anche quelli aziendali.

Un importantissimo progetto tutto made in Italy è Manifattura; Paolo Lugiato chiarisce che si tratta di un hub per imprese green situato a Rovereto (TN). Qui le aziende hanno la possibilità di fare networking, creare partnership e favorire così, grazie al lavoro in team, innovazione e progresso del settore delle energie rinnovabili.

L’interesse è quindi focalizzato alla produzione di rinnovabili quali il già citato fotovoltaico, l’eolico, le biomasse, il geotermico, i gas di scarico e depurazione, in modo che l’energia ricavata da tali fonti possa essere distribuita in maniera sempre più capillare.

Secondo il piano italiano NREAP occorre arrivare il consumo di energia da fonti rinnovabili al 17% entro il 2020. Nello specifico queste energie devono rappresentare il 26% dell’elettricità, il 17% del riscaldamento e il 10% nel settore dei trasporti.

Lugiato sottolinea come questi obiettivi siano già stati pienamente raggiunti nel 2014, grazie ad una diminuzione generale dei consumi, segno che le campagne di lotta agli sprechi sono riuscite a sensibilizzare gli italiani in materia di energia ed ambiente.