Milano e le agenzie: ancora la capitale industriale d’Italia?

Milano è per antonomasia la città d’Italia che meglio rispecchia la produttività, l’efficienza industriale e l’operosità della fabbrica. Alcuni dei più grandi industriali italiani, da Berlusconi e Tronchetti Provera, hanno iniziato o consacrato la loro carriera nel campo del business proprio nel capoluogo lombardo, segnale di una capacità mai sopita di questa città di riuscire ad accogliere le innovazioni e le idee di successo.

Altre realtà hanno tentato nei decenni addietro di privare Milano dell’appellativo di “capitale industriale d’Italia”: si pensi ad esempio alla fiorente economia industriale che ha coinvolto Torino all’inizio del secolo scorso, ai sempre nuovi piani di industrializzazione delle periferie di Roma o il Centro Direzionale di Napoli, da oltre vent’anni protagonista dell’ICT made in Italy.

Nonostante gli sforzi profusi da altre realtà locali, Milano sembra non avere alcuna intenzione di lasciare il gradino più alto del podio. Dopo lo scandalo di mani pulite, che ha colpito primi fra tutti gli industriali della capitale lombarda, Milano conta oggi un’economia ancora più fiorente di quella pre-tangentopoli.

Il reddito pro capite dei milanesi è quasi doppio rispetto a quello medio degli altri italiani (45 mila euro contro 24 mila) e la disoccupazione giovanile, pari al 22 percento, è inferiore di dodici punti rispetto a quella nazionale. A Milano operano oltre tremila industrie multinazionali che danno lavoro a oltre trecentomila dipendenti, è la seconda città più scelta in Europa dagli studenti Erasmus dopo Barcellona e dal 2018 ospiterà in maniera stabile il World Manufacturing Forum.

La naturale vocazione della città ai settori secondario e terziario si ripercuote poi in altri settori trainanti, come quello della moda e dell’organizzazione eventi (giusto per fare due esempi, citiamo un’agenzia di wedding planner a Milano, Calliope, e un’agenzia creativa a Milano, Smart).

È grazie alla diffusione capillare di agenzie operanti nei settori più eterogenei che, ad esempio, ancora oggi nessuno si sognerebbe di privare Milano del titolo di capitale della moda d’Italia, seconda solo a Parigi. Ed è sempre il lavoro congiunto di più realtà imprenditoriali che ha permesso un’organizzazione eccellente dell’Expo del 2015, evento che ha attirato oltre venti milioni di visitatori.

Tutte ragioni per cui non sarà facile, negli anni a venire, strappare a Milano lo scettro di capitale industriale d’Italia.