Italia e motori, gioie e dolori

Nella classifica degli sport più seguiti dagli italiani, davanti a pallavolo, tennis e nuoto e dietro solo al calcio, troviamo in ordine Formula 1 e Moto GP. Non è un caso se siamo un Paese che ama gli sport motoristici: l’Italia è infatti ai primi posti nella produzione di auto e moto di altissimo livello, senza dimenticare il ruolo che si è saputa ritagliare anche nella distribuzione di veicoli pensati per la quotidianità.

Se si mettono nella stessa frase “Italia” e “motori”, la prima azienda che salta alla mente è sicuramente la F.I.A.T., oggi facente capo alla holding italiana FCA. Fondata nel 1899 a Torino da Giovanni Agnelli, non c’è stato decennio in cui la casa di Torino non abbia sfornato dalle sue officine un prodotto divenuto di culto. E della fortuna della F.I.A.T. hanno in qualche modo beneficiato anche altre case automobilistiche cadute in disgrazia e incorporate nel colosso torinese. Citiamo ad esempio l’acquisizione della Lancia e dell’Abarth a cavallo degli anni ’60, nonché quella di Alfa Romeo nel 1986.

Da oltre mezzo secolo, inoltre, la F.I.A.T controlla in maniera più o meno indiretta la Ferrari, la quale opera sia nell’industria della vendita al dettaglio di automobili d’alto rango, sia nello sport, correndo ogni anno nel campionato mondiale di Formula 1 con risultati spesso convincenti e raramente sottotono.

Un’altra holding che si rispetti è quella di Lamborghini S.p.A. operante dal 1963 nel settore della vendita di auto sportive super-perfomanti e anche in alcune di classi di corse agonistiche. Nonostante la crisi aziendale iniziata negli anni ’70 a seguito dell’abbandono del patron Ferruccio Lamborghini che ne compromise seriamente l’esistenza, la casa con il marchio del toro è riuscita a risollevarsi facendo registrare utili in maniera continuativa. A conferma di ciò basti citare l’acquisizione di Ducati nel 2012, quando il più celebre dei marchi motociclistici italiani ha potuto porre fine ad oltre trent’anni di cambi societari, statalizzazioni, privatizzazioni e investimenti fallimentari.

Da Allora nel settore della vendita al dettaglio Ducati è costantemente in crescita, mentre in quello delle corse ha vinto nel 2014 il titolo mondiale nella categoria Superstock 1000.